L'home sharing è ancora lontano dall'entrare nelle politiche di viaggio
Nonostante il 37% dei viaggiatori d'affari prenda in considerazione l'“home sharing” e di fatto prenoti tali servizi per i propri viaggi personali, solo un'azienda su sei lo include nelle proprie politiche di viaggio, secondo uno studio pubblicato dalla GBTA Foundation.
Il rapporto "Home Sharing e Travel Policy: A Changing Landscape", condotto in collaborazione con AccorHotels e basato su un sondaggio condotto su 147 travel manager negli Stati Uniti e in Canada, rivela tuttavia che molte aziende si stanno sforzando di esaminare le opzioni di home sharing prima di decidere se includerle o meno nella propria policy.
Le ragioni per cui le aziende escludono questa opzione sono principalmente legate a questioni di sicurezza e amministrative. Ad esempio, l'87% degli intervistati è preoccupato per la sicurezza negli alloggi privati, rispetto al 55% degli hotel.
Tre su cinque sono altrettanto preoccupati per l imprevedibilità delle condizioni della proprietà, il doppio rispetto agli hotel.
Il sondaggio GBTA rivela anche che i responsabili dei viaggi aziendali sono preoccupati per le condizioni non rimborsabili o per le politiche di cancellazione rigide che possono verificarsi nell'ambiente dell'“home sharing”. Anche se meno importanti, sono sotto i riflettori anche circostanze come la qualità del wi-fi, la flessibilità delle entrate e delle uscite o la mancanza di servizi.
I gestori spiegano che “l'home sharing” utilizza canali di marketing che spesso sfuggono al loro controllo e che se l'offerta di posti fosse integrata in un GDS le possibilità di includere il servizio nella travel policy sarebbero molto maggiori.
"Il travel manager deve mantenere un equilibrio tra garantire la sicurezza dei propri viaggiatori e prendere decisioni economicamente vantaggiose utilizzando fornitori e servizi che incoraggino la produttività,", sottolinea Kate Vasiloff, direttore dello studio.
A suo avviso, "abilitare l'home sharing potrebbe non essere adatto a tutte le aziende, ma non è nemmeno saggio prendere una decisione in merito senza tutte le informazioni".