Le procedure manuali continuano a ostacolare il controllo delle spese di viaggio aziendali
Il 59% delle organizzazioni ammette di dover correggere errori manuali prima di prendere decisioni finanziarie, mentre più della metà continua a fare affidamento su attività manuali per elaborare le previsioni. Uno studio di SAP Concur avverte che la scarsa qualità dei dati e la mancanza di integrazione tra i sistemi continuano a compromettere il controllo delle spese, specialmente nei viaggi d'affari.
Le aziende continuano a fare i conti con notevoli problemi derivanti dalla gestione manuale dei dati finanziari. È quanto emerge dall'ultimo rapporto globale CFO Insights redatto da SAP Concur, secondo il quale il 59% dei CEO e dei responsabili finanziari ammette di dover correggere errori manuali prima di utilizzare i dati per analisi o processi decisionali.
Lo studio mette in luce una realtà che continua a condizionare l'efficienza finanziaria delle organizzazioni: l'eccessiva dipendenza da attività manuali e la mancanza di integrazione tra i sistemi. Infatti, il 51% dei responsabili finanziari ammette di combinare ancora processi manuali con strumenti tecnologici per realizzare previsioni economiche, mentre solo un 4% assicura di aver eliminato completamente questo tipo di attività.
La situazione ha un impatto diretto su aree particolarmente sensibili come la gestione dei viaggi aziendali, dove intervengono molteplici piattaforme, fornitori e fonti di informazione. Questa frammentazione costringe a rivedere costantemente i dati per evitare errori, scostamenti di budget e problemi di controllo interno.
Tra le cause principali di questa dipendenza dai processi manuali figurano le difficoltà nell'integrazione dei dati tra i sistemi (55%), la necessità di utilizzare modelli personalizzati (49%), i limiti degli attuali strumenti di previsione finanziaria (45%) e la persistenza di processi legacy all?interno delle aziende (41%).
João Carvalho, direttore di SAP Finance & Spend Management per l?Europa meridionale, afferma che «la vera sfida non è più accedere alla tecnologia, ma disporre di dati affidabili su cui costruire». Come spiega, le organizzazioni che riusciranno a consolidare una solida base di dati saranno meglio preparate per ottimizzare gli investimenti e migliorare il controllo della spesa.
Il rapporto evidenzia anche la mancanza di fiducia nella qualità dei dati. Il 100% dei CEO e dei dirigenti finanziari intervistati afferma di dover rivedere o correggere le informazioni prima di utilizzarle nel processo decisionale. Tra i principali problemi rilevati spiccano la mancanza di criteri omogenei in tutta l'organizzazione (62%), la scarsa cultura dei dati all'interno dei team (49%) e l'assenza di responsabili chiari della loro qualità (40%).
Le conseguenze si riflettono anche nelle previsioni finanziarie. Quattro responsabili finanziari su dieci ritengono che le previsioni inesatte siano una delle principali sfide interne delle loro organizzazioni. Inoltre, solo il 31% dei CEO e dei direttori generali ha piena fiducia nell'affidabilità delle previsioni di costo della propria azienda.
Parallelamente, l'intelligenza artificiale continua a guadagnare terreno nei dipartimenti finanziari, sebbene il suo sviluppo sia limitato proprio dalla scarsa qualità dei dati. Il 53% degli intervistati ritiene che database solidi aumentino il ritorno sugli investimenti nell'IA, ma la stessa percentuale identifica i problemi di qualità e integrazione dei dati come il principale ostacolo all'ottenimento di risultati concreti.
Attualmente, l'IA viene utilizzata soprattutto per la previsione dei ricavi (51%), l'analisi dei rischi (45%), la previsione della domanda (43%) e la pianificazione di scenari (41%). Tuttavia, i responsabili tecnologici avvertono che la mancanza di competenze in materia di analisi dei dati, governance e intelligenza artificiale all'interno dei team finanziari continua a ostacolarne l'efficace implementazione.