Le aziende spagnole perdono più di 500 milioni all'anno a causa di viaggi aziendali falliti
In Spagna, l'88% dei viaggiatori d'affari ha subito interruzioni di viaggio negli ultimi 12 mesi, secondo un rapporto di Travelperk. Le cancellazioni dei trasporti interessano già il 30% di questi viaggiatori, rispetto al 25% nel 2024. A causa di queste interruzioni, i viaggi di lavoro si sono prolungati in media di 3 ore e 45 minuti. Queste interruzioni hanno comportato un totale di 504 milioni di costi aggiuntivi.
TravelPerk stima che il costo una tantum dei disservizi e delle interruzioni rappresenti circa il 2,2% del budget totale del paese per i viaggi d'affari, stimato a 23.217 milioni di euro dalla Global Business Travel Association (GBTA).Il rapporto si basa su un'indagine condotta su 1.000 viaggiatori d'affari spagnoli, 4.000 provenienti da Regno Unito, Germania e Austria e 2.000 dagli Stati Uniti. Sebbene la metà (51%) degli spagnoli intervistati si aspetti di non avere problemi quando viaggia, sia in treno che in aereo, la realtà è diversa a causa di molteplici fattori.
Nel 2025, il 61% sperimenterà ritardi di oltre un'ora e le cancellazioni riguarderanno il 30% di coloro che viaggiano per lavoro, rispetto al 25% del 2024. A livello globale, la tendenza è simile: le cancellazioni hanno disturbato il 36%.
In particolare, gli eventi legati al maltempo hanno avuto un impatto sul 24% dei viaggiatori d'affari in Spagna, in aumento rispetto al 16% dell'anno precedente, anche se ancora lontano da Paesi come gli Stati Uniti, dove il 50% ha visto i propri viaggi condizionati dal maltempo.
Anche gli scioperi restano una sfida: se nel 2023 hanno colpito il 17%, nel 2024 sono saliti al 21% e nel 2025 raggiungeranno il 28%. A ciò si aggiungono altri problemi frequenti come lo smarrimento o il ritardo dei bagagli (25%), la perdita di coincidenze (25%) e l'overbooking (15%).
Costo finanziario
In media, i viaggiatori d'affari in Spagna hanno dovuto cancellare o rimandare 2 viaggi negli ultimi 12 mesi a causa di questi disservizi, con il risultato che il 16% ha perso una o più opportunità di business, una cifra che sale al 23% tra i dirigenti.
Inoltre, il 36% ha dichiarato di aver sostenuto spese impreviste coperte dalla propria azienda. Il superamento dei costi annuali stimato per ogni dipendente colpito in Spagna è stato di 256 euro per l'alloggio non pianificato, 200 euro per il trasporto locale, 194 euro per i pasti e il sostentamento e 232 euro per gli straordinari.
Roy Hefer, direttore finanziario (CFO) di TravelPerk, commenta che “le aziende che includono nelle loro politiche di viaggio tariffe flessibili, copertura dell'annullamento e tempo aggiuntivo sono posizionate molto meglio per guidare la produttività e garantire il ritorno sugli investimenti in viaggi”.
HUMANCOSTE
Le interruzioni prolungano i viaggi d'affari in Spagna di una media di 3 ore e 45 minuti, sono sempre più stressanti (57%) e influiscono negativamente sull'equilibrio tra lavoro e vita privata (52%) degli spagnoli. Il 28% ha dovuto cambiare o cancellare i propri piani personali, comprese le vacanze.
- Il 24% non ha potuto adempiere a un obbligo familiare.
- Il 17% ha segnalato un aumento delle spese per l'assistenza ai figli o ai dipendenti.
MINIMIZZARE L'IMPATTO
Le imprese e i professionisti spagnoli si stanno adattando per ridurre il loro impatto:
- Anticipazione: il 33% dei viaggiatori prenota tariffe flessibili, il 28% aggiunge tempo extra ai viaggi e il 35% controlla gli aggiornamenti più frequentemente.
- Strumenti digitali: il 20% si affida maggiormente alle app per tenersi informato.
- Politiche più rigide: più di un quarto delle aziende (28%) ha adottato misure per ridurre al minimo i disagi, come l'emissione di biglietti flessibili, l'assicurazione specifica e l'utilizzo esclusivo di piattaforme di prenotazione approvate.
Mentre sia i viaggiatori che le aziende si rivolgono sempre più alla tecnologia, il supporto umano rimane essenziale per gli spagnoli. Il 68% preferisce parlare con un agente del servizio clienti per telefono o di persona quando si verifica un'interruzione. Il self-service digitale è diventato la seconda opzione più popolare (24%) per la gestione di questi casi, mentre i chatbot AI rimangono poco utilizzati (5%).