Tra human engagement e outsourcing, le nuove direzioni dell'industria MICE
L'industria MICE sta subendo una profonda trasformazione strategica, secondo l'ultimo rapporto di FCM M&E, "Trends 2025", che analizza i dati di centinaia di aziende in 28 Paesi. Lo studio rivela un cambiamento di paradigma in cui gli eventi non sono più spese operative, ma investimenti chiave per il coinvolgimento delle persone e la crescita del business, e in cui si fa sempre più ricorso all'outsourcing.
Da convenzionale a strategico
I giorni delle noiose presentazioni in sale impersonali sono ormai alle spalle. Il settore sta affrontando un'evoluzione guidata da nuove aspettative e sfide economiche. Secondo il World Travel & Tourism Council, si prevede che il settore dei viaggi e del turismo contribuirà all'economia globale per 11,7 miliardi di dollari entro il 2025.
Questa trasformazione è accompagnata da una maggiore professionalizzazione: il 48% dell'organizzazione degli eventi è ora affidato a team commerciali, di marketing e di pianificazione specializzati, segno che gli eventi non sono più visti come attività accessorie, ma come strumenti strategici. Inoltre, l'80% degli eventi con più di 2.000 partecipanti è delegato a pianificatori esterni.
Impegno umano, una priorità chiave
Un sondaggio condotto tra professionisti di 28 Paesi rivela che il 56% considera meeting ed eventi strumenti chiave per l'impegno personale. Questa tendenza è particolarmente forte in settori come l'immobiliare, i viaggi e la finanza, dove oltre il 60% degli eventi mira a rafforzare le relazioni umane.
"Un evento è uno dei pochi momenti in cui si ha l'attenzione totale del pubblico," osserva Henry Jones, direttore marketing globale di FCM Meetings & Events. In un mondo competitivo, il contatto faccia a faccia è diventato un elemento di differenziazione strategica.
Aumento degli investimenti
Quasi la metà (47%)
delle aziende ha investito in eventi di media e grande portata nel 2024, confermando una tendenza all'aumento rispetto al 2022. L'Asia-Pacifico guida questa espansione (47%), seguita dalle Americhe (42%) e dall'EMEA (35%).
Entro il 2025, il 43% delle aziende prevede di aumentare il budget per gli eventi del 10% o più, mentre il 39% manterrà i livelli attuali. Tuttavia, quasi il 40% ammette di non avere chiarezza sui propri budget, un problema in un settore che si basa sulla pianificazione.
Esternazione: La nuova norma
72% delle aziende utilizza già fornitori esterni per la gestione degli eventi, rispetto al solo 28% che lo fa internamente. Gli assistant manager sono i più propensi a esternalizzare (50%), mentre solo 1 su 4 team commerciali lo fa, a causa della delicatezza dei rapporti con i clienti.
Sostenibilità e inclusività, al centro
Il 65% dei professionisti dà priorità all'eliminazione degli articoli monouso, mentre l'80% considera fondamentale l'accessibilità dei luoghi. Anche le restrizioni alimentari sono una delle principali preoccupazioni (75%).
Tecnologia ed esperienza dei partecipanti
Le app per i partecipanti sono in testa alle innovazioni tecnologiche, seguite da strumenti di intelligenza artificiale come Zenus AI, che analizza il coinvolgimento senza compromettere la privacy. Inoltre, il 60% delle prenotazioni di spazi viene effettuato negli ultimi sei mesi prima dell'evento, il che richiede una maggiore agilità.
Incentivi: esperienze più che destinazioni
Il 41% delle aziende offre viaggi incentive, concentrandosi sulle esperienze (gastronomia, tempo libero) piuttosto che sulle destinazioni. L'Asia-Pacifico dà priorità al team building, l'EMEA integra la CSR e le Americhe includono aggiornamenti commerciali.
Sfide future
Gli organizzatori devono affrontare vincoli di budget, logistica complessa e la necessità di creare esperienze memorabili.I prossimi cinque anni richiederanno ancora più innovazione, adattabilità e relazioni forti, afferma Simone Seiler, responsabile globale di FCM Meetings & Events.
Il rapporto conferma che il settore è maturato, mettendo al centro l'essere umano e adattandosi alle realtà tecnologiche e sostenibili.