L'Interno ritarda la piena attuazione del decreto per raccogliere più dati dai viaggiatori
Il Ministero dell'Interno ha deciso di ritardare la piena attuazione del decreto reale che impone agli alberghi, alle agenzie di viaggio e alle società di autonoleggio di consegnare al Segretario di Stato per la Sicurezza le informazioni personali dei loro clienti. Tale obbligo riguarderebbe dati sensibili, come numeri di carte di credito o indirizzi personali. Il settore turistico è in rivolta per una misura difficile da applicare e che rappresenta un attacco alla privacy.
Il settore turistico è in rivolta per una misura difficile da applicare e che rappresenta un attacco alla privacy.
La nuova normativa ha scatenato l'opposizione di tutto il settore, che si interroga soprattutto sull'onere amministrativo che comporta per le aziende turistiche; ma suscita anche le critiche degli esperti di protezione dei dati, che vedono nella nuova normativa una "invasione della privacy".
Venerdì scorso, il Segretario di Stato per la Sicurezza ha tenuto una riunione con i rappresentanti dei datori di lavoro del settore e ha concordato che il registro entrerà in funzione il prossimo 2 gennaio;2 dicembre 2024, come previsto, ma su base parziale, cioè non richiedendo più dati di quelli raccolti finora.
Fonti interne spiegano che, a partire da quella data, le aziende dovranno trasmettere all'applicazione ses.hospedajes "i dati che già raccolgono regolarmente nell'esercizio della loro attività" e che compaiono nel decreto reale.
Al momento, i dati che devono essere raccolti da chi svolge attività di alloggio o di noleggio di veicoli sono una decina e sono contenuti nei documenti ufficiali dei viaggiatori, come la carta d'identità o il passaporto.
Molti esercizi utilizzano un sistema automatizzato con lettori di documenti che vanno direttamente ad ogni prenotazione e generano un file che viene inviato alle autorità ogni notte, spiegano fonti del settore citate da ElDiario.es. Prima questi dati venivano inviati al Corpo di Polizia Nazionale o alla Guardia Civile, mentre ora il nuovo regolamento prevede che vengano trasmessi a un'applicazione della Segreteria di Stato per la Sicurezza.
Inoltre, gli Interni hanno annunciato che elaboreranno un decreto ministeriale "per il successivo sviluppo e l'attuazione" del decreto reale "in dialogo con i rappresentanti del settore", secondo fonti del dipartimento diretto da Fernando Grande-Marlaska.
I patronati delle agenzie di viaggio spagnole–Acave, Fetave e UNAV– assicurano, però, che il risultato dell'incontro con il Ministero dell'Interno è stato“totalmente negativo”per loro, in quanto il governo ha annunciato l'intenzione di non estendere la moratoria oltre il 2 dicembre e di non escludere le agenzie di viaggio dagli obblighi del Regio Decreto.
Le agenzie sostengono che si tratta di “un impegno verbale” e che, non essendoci un'ordinanza ministeriale che limiti il campo di applicazione del Regio Decreto, si trovano in una chiara posizione di incertezza giuridica, poiché gli obblighi continuano ad essere in vigore.