L'incertezza spinge le agenzie a cercare nuovi modelli di business

L'incertezza spinge le agenzie a cercare nuovi modelli di business

La distribuzione turistica in Spagna ritiene che la sua sopravvivenza sia minacciata nel breve e medio termine, secondo un sondaggio di Interface Tourism Spain. Tuttavia, il settore è concentrato nel riadattare il proprio business, cercando nuovi modelli e prodotti per affrontare la ripresa nelle migliori condizioni e offrendo un servizio più personalizzato.

Anche se i tour operator e gli agenti spagnoli vedono la sopravvivenza delle loro aziende minacciata a breve e medio termine dagli effetti della pandemia di Covid-19, durante la fase più critica della pandemia, le aziende del settore hanno cercato varie formule e modelli di business per garantire la loro redditività e prepararsi alla ripresa;Durante la fase più critica, le aziende del settore hanno cercato varie formule e modelli di business per garantire la redditività e prepararsi alla ripresa, innovando nelle destinazioni, nei prodotti, nei mercati e nella tecnologia.

Questa è la principale conclusione dello studio “Study on the Impact of Covid-19 on Global Tourism Distribution” che è stato condotto da Interface Tourism Spain, in collaborazione con la sua rete globale Travel Consul, in 30 mercati mondiali, tra cui la Spagna.

I risultati del rapporto rivelano che la crisi ha colpito il settore turistico spagnolo in diversi modi. Secondo i dati dell'indagine, il 38% delle aziende del settore ha lavorato part-time e una su quattro ha dovuto licenziare quasi tutto il proprio team; mentre un terzo ha cercato altre strade, come l'ERTE o la chiusura temporanea dell'attività.

In questo senso, gli agenti e i tour operator hanno optato, per la maggior parte, per strategie quali l'adeguamento del proprio modello di business, la progettazione di nuovi prodotti turistici e l'investimento in tecnologia per migliorare l'offerta e la gestione dei clienti, al fine di garantire la propria redditività e sopravvivenza.

Queste misure mirano a mitigare gli effetti del rallentamento dell'attività turistica e a preparare le strutture aziendali al calo delle entrate che, per la grande maggioranza degli intervistati, si concentrerà nel terzo trimestre di quest'anno.


DIFFICOLTÀ DI SOPRAVVIVERE

Inoltre, molti professionisti del settore percepiscono che, nelle condizioni attuali e con un sostegno governativo limitato, le loro imprese non saranno in grado di sopravvivere nel breve (da uno a tre mesi, per il 50% degli intervistati) o medio termine (da quattro a sei mesi, per il 28% degli intervistati).

L'incertezza è evidente: infatti, il 53% non ha una previsione chiara su quando l'azienda tornerà a un livello di attività pre-crisi, e il 43% prevede che la ripresa avverrà nel 2021.

L'esperienza acquisita durante la fase più acuta della crisi spingerà a modificare le pratiche commerciali dei tour operator e degli agenti di viaggio: ampliare i canali di comunicazione con i clienti, modificare le politiche di modifica e cancellazione e promuovere nuovi accordi commerciali.

Gli intervistati affermano che faranno più campagne digitali e sui social media e diversificheranno i mercati di provenienza, i prodotti e le destinazioni; infatti, la stragrande maggioranza dei partecipanti al sondaggio afferma che lavorerà con destinazioni e fornitori che prima non erano nel loro portafoglio.