Le agenzie di viaggio avvertono il rischio di un crollo delle risorse umane e amministrative.

Le agenzie di viaggio avvertono il rischio di un crollo delle risorse umane e amministrative.

Le associazioni delle agenzie di viaggio sono in rivolta per la fine della moratoria del 1° ottobre per l'entrata in vigore del decreto 933/2021 sulla raccolta dei dati di alcuni fornitori. Ritengono che il regolamento sia confuso e complicato da rispettare, e mettono in guardia da un collasso delle loro risorse umane e amministrative.

Ritengono che il regolamento sia confuso e complicato da rispettare, e mettono in guardia da un collasso delle loro risorse umane e amministrative.

La Federación Empresarial de Asociaciones Territoriales de Agencias de Viajes Españolas (FETAVE), l'Asociación Corporativa de Agencias de Viajes Especializadas (ACAVE) e l'Unión Nacional de Agencias de Viajes (UNAV) lanciano un grido d'aiuto di fronte all'imminente applicazione del Regio Decreto 933/2021, che entrerà in vigore il 1° ottobre, "senza le norme necessarie a chiarirne e limitarne la portata", secondo un comunicato congiunto.

Le tre associazioni ritengono inaccettabile che il Ministero dell'Interno abbia preso questa decisione non tenendo conto dei loro avvertimenti, “sapendo che questa misura porterà le agenzie di viaggio a una grave situazione di insicurezza giuridica a causa dell'oggettiva impossibilità di rispettare la normativa vigente”.

Le agenzie di viaggio ribadiscono la richiesta urgente al Ministero dell'Interno di riconsiderare la sua “ingiustificata decisione” e l'hanno trasmessa sia al Ministero stesso che al Segretario di Stato per il Turismo.

A loro avviso, “senza un intervento rapido e deciso, il settore sta affrontando un disastro senza precedenti che si sarebbe potuto evitare con un'adeguata pianificazione e un ascolto attivo da parte del governo”.

Per le agenzie, le principali conseguenze dell'applicazione del decreto sono:

Impossibilità di ottemperare ai requisiti informativi in molte operazioni entro i termini stabiliti dalla normativa, dato che le agenzie non dispongono di tutti i dati richiesti e dipendono da altri fornitori (strutture ricettive, società di trasporto, ecc.) per ottenerli.

Un elevato numero di agenzie di viaggio sanzionate nel breve periodo per aver applicato in modo scorretto le “istruzioni confuse2 contenute nel Regio Decreto.

Crollo delle risorse amministrative delle agenzie, che in Spagna sono per lo più PMI e micro-PMI. Le associazioni sottolineano che queste procedure richiedono orari di lavoro prolungati o l'assunzione di professionisti esclusivamente dedicati a questa funzione, il che richiede un investimento economico al di fuori della portata di molte di queste aziende.

Serio impatto commerciale: “I mercati internazionali hanno mostrato la loro preoccupazione per l'alto volume di dati personali che il Ministero dell'Interno richiede di comunicare, così come per il trattamento che verrà effettuato” degli stessi”, si legge nel comunicato.

 

FETAVE, UCAVE e UNAV insistono sul fatto che “il Regio Decreto 933/2021 è stato approvato dal Ministero dell'Interno senza consultare le associazioni rappresentative delle agenzie di viaggio e ignorando la complessità e la casuí stica del funzionamento delle agenzie di viaggio”.

I problemi operativi imposti dal regolamento includono, tra l'altro, la gestione dei dati nei gruppi turistici, negli eventi MICE, nel turismo scolastico, la collaborazione tra agenzie diverse e l'obbligo di fornire una grande quantità di dati che sono conosciuti solo dai fornitori diretti di servizi e non dalle agenzie di viaggio.

L'impatto di questo regolamento non è limitato al livello nazionale, ma riguarda anche i viaggiatori internazionali. La FETAVE ha denunciato alla Commissione Europea la possibile illegittimità del Regio Decreto 933/2021, sottolineando che il regolamento è sproporzionato e non necessario, violando diverse direttive europee, tra cui la Direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico.

Le Associazioni europee degli agenti di viaggio e dei tour operator (ECTAA), di cui ACAVe fa parte, hanno espresso la loro profonda preoccupazione e hanno portato la questione alla Commissione europea, avvertendo delle gravi ripercussioni sul mercato turistico europeo e sulla protezione dei dati personali dei viaggiatori.