Il turismo d'affari consolida la sua ripresa in Spagna con più spesa e viaggiatori fedeli
Il turismo d'affari genererà un impatto economico di 6.734 milioni di euro in Spagna nel 2024, il 13% in più rispetto all'anno precedente, secondo l'ultimo rapporto Turespaña. Sebbene il volume dei viaggiatori non sia ancora tornato ai livelli pre-pandemici, il segmento sta consolidando la sua crescita, sostenuta da una maggiore spesa per visitatore, da una minore stagionalità e da un profilo professionale ad alta fedeltà e valore aggiunto, con il turismo MICE come uno dei suoi principali motori.
Il turismo d'affari consoliderà la sua ripresa in Spagna nel 2024, basandosi più sul valore e sulla spesa che sul volume dei viaggiatori. Secondo l'ultimo rapporto di Turespaña, questo segmento ha generato un impatto economico stimato di 6.734 milioni di euro, pari a 6.000 euro.734 milioni di euro, pari al 13% in più rispetto al 2023, nonostante il numero di viaggi —4,8 milioni di viaggiatori—aún non abbia raggiunto i livelli pre-pandemici.
I dati, elaborati a partire dai microdati di Egatur e dall'Indagine Internazionale sulla Soddisfazione Turistica (ESTI), confermano che il viaggiatore professionale continua a essere uno dei profili con il maggiore contributo economico al turismo nel suo complesso. La spesa media per viaggio si è attestata a 1.392 euro, mentre la spesa giornaliera ha raggiunto i 248 euro, la più alta dell'intera serie storica e circa il 30% in più rispetto a quella del turismo di vacanza.
Oltre all'impatto economico, il rapporto evidenzia la capacità del turismo d'affari di ridurre la stagionalità, distribuendo la sua attività in modo più uniforme durante l'anno, rispetto alla maggiore concentrazione estiva del turismo di piacere.
Il motore MICE, chiave per la generazione di valore
In questo segmento, il turismo MICE (meeting, incentivi, congressi ed esposizioni) sta consolidando la sua posizione come uno dei principali motori di valore. Nel 2024 genererà una spesa totale stimata di 1.126 milioni di euro, con una spesa media per viaggio di 1.457 euro e una spesa giornaliera di 303 euro, la più alta mai registrata finora.
Si tratta di un viaggiatore con soggiorni più brevi, ma con un maggiore impatto economico, che utilizza principalmente gli alberghi come alloggio principale (90%) e la cui attività si intensifica soprattutto nei mesi di settembre e ottobre, rafforzando il suo contributo alla destagionalizzazione.
Un viaggiatore fedele, esigente e di alto profilo
Il profilo del viaggiatore d'affari che visita la Spagna si distingue per la sua elezione alla destinazione e per un livello di istruzione e reddito superiore alla media. Il 58% ha visitato il Paese in almeno dieci occasioni, e la soddisfazione complessiva del segmento raggiunge un punteggio di 8,7 su 10, leggermente inferiore a quello del turismo leisure, che riflette un livello di domanda più elevato, soprattutto in aree come alloggio, ristorazione e infrastrutture.
Nel caso del viaggiatore MICE, il profilo è poco più giovane, con una predominanza maschile e una maggiore concentrazione di professionisti con istruzione superiore e redditi medio-alti e alti, rafforzando il suo ruolo di segmento ad alto valore aggiunto.
Madrid e Barcellona, grandi poli del turismo d'affari
Per destinazione, Madrid e Barcellona rappresentano più della metà di tutti i viaggi d'affari e MICE internazionali, consolidando la loro posizione di grandi poli urbani e congressuali del Paese. Seguono altre città come Valencia, Bilbao e Siviglia, che continuano a guadagnare peso in questo tipo di turismo. L'Europa rimane il principale mercato di provenienza, anche se il rapporto rileva una crescente importanza del continente americano.
In definitiva, i dati confermano che il turismo d'affari si sta muovendo verso un modello meno dipendente dal volume e più orientato alla qualità, alla spesa e alla fedeltà, rafforzando il suo ruolo strategico all'interno del turismo internazionale in Spagna.