Il 57% delle agenzie di eventi europee opera già a livello internazionale.
L'internazionalizzazione si consolida come motore di crescita. Secondo un rapporto dell'Associated Spanish Event Agencies (AEVEA), il 57% delle aziende sviluppa già attività internazionali. Di queste, il 61% lo fa anche al di fuori del continente europeo, in mercati come il Medio Oriente, l'Asia e il Nord America.
In qualità di membro di LiveCom Alliance, AEVEA presenta i risultati dell'European Industry Survey 2025, una ricerca strategica incentrata sulla preparazione e sulla proiezione internazionale dell'industria europea della live communication. Lo studio, coordinato da LiveCom Alliance e realizzato dal prestigioso istituto tedesco RIFEL, analizza le risposte di circa un centinaio di aziende appartenenti ad associazioni nazionali di sette Paesi europei.
Il rapporto mostra che il 57% delle aziende è già attivo a livello internazionale, e che il 61% di questo gruppo lo fa al di fuori del continente europeo, in mercati come Medio Oriente, Asia e Nord America. L'internazionalizzazione si consolida quindi come motore di crescita, soprattutto per quelle agenzie che già operano al di fuori dei propri confini e che valutano questa dimensione con un punteggio medio di 3,5 su 5, rispetto al 2,7 di quelle che non hanno ancora fatto il salto internazionale.
Tra le principali motivazioni dell'internazionalizzazione vi sono la crescita dei ricavi, l'accesso a nuovi clienti e la diversificazione dei rischi. Inoltre, viene valutata positivamente la possibilità di collaborare con partner internazionali qualificati e di replicare format di eventi di successo in altri mercati.
In termini di impatto economico, il rapporto rileva che, in media, il 24% del fatturato delle aziende internazionalizzate proviene da fuori Europa. Inoltre, prevedono una crescita maggiore dei budget dei loro clienti rispetto a quelle che operano solo a livello nazionale.
Lo studio identifica anche diversi livelli di coinvolgimento internazionale: dall'esportazione di servizi senza una presenza locale, a modelli più complessi come la creazione di filiali, joint venture, franchising o lo sviluppo di operazioni globali con adattamento locale.
Tuttavia, il processo di internazionalizzazione non è privo di sfide. Le principali barriere identificate dagli intervistati sono gli alti costi di implementazione, le difficoltà legali e normative e le differenze culturali, aspetti che riguardano sia le aziende che hanno già internazionalizzato sia quelle che stanno pensando di farlo.
Per affrontare con successo queste sfide, lo studio sottolinea l'importanza di avere personale con competenze interculturali e di stabilire forte partnership sia a livello locale che internazionale. Allo stesso modo, l'uso di tecnologie come l'intelligenza artificiale, le piattaforme digitali o gli strumenti basati sul cloud sta diventando un elemento essenziale per le operazioni internazionali.
Mariano Rodríguez, presidente di AEVEA, valuta i dati con ottimismo, ma anche con un invito all'azione: "Questo studio riflette una chiara tendenza: sempre più agenzie vanno all'estero, e quelle che lo fanno ottengono risultati migliori. Da AEVEA crediamo che sia giunto il momento di promuovere ancora di più questa apertura, incoraggiando le agenzie spagnole a informarsi e formarsi per affrontare con successo le sfide del mercato internazionale. La Spagna ha talento e creatività in abbondanza per competere a livello globale.