I viaggi d'affari si adattano alle nuove generazioni di dipendenti
“Adattarsi o morire”. Questo è il motto di molte aziende in cui i viaggiatori millennial chiedono nuove modalità di approccio ai loro viaggi. Inoltre, la coesistenza di profili diversi, da quelli resistenti al cambiamento ai nativi digitali, sta costringendo i fornitori a diversificare i prodotti e le strutture tariffarie per soddisfare le diverse tipologie di viaggiatori.
Quello che è chiaro è che la tecnologia "sta migliorando i processi e questo si traduce in un servizio di qualità superiore, in un servizio personalizzato", afferma Eduardo Yunta, direttore delle vendite aziendali di NH Hotel Group. A suo avviso, le catene si stanno muovendo verso un "modello ibrido", in cui l'automazione si combina con un servizio più umano, tenendo conto della tipologia di ogni cliente. Come afferma José Chamorro, direttore dello sviluppo commerciale di Meliá Hotels International per la Spagna centrale e settentrionale, “il contatto H2H [human to human] continua a essere fondamentale”.
Íñigo de Amo, senior manager delle vendite aziendali di Sixt Rent a Car, spiega che “i giovani cercano altri tipi di benefici, oltre a quelli economici”, all'interno delle aziende. Ciò significa che la politica dei viaggi d'affari è un elemento importante delle condizioni di lavoro. Per questo motivo apprezzano il comfort nei loro viaggi e la flessibilità di adattarli al modo in cui viaggiano. Anche la combinazione di tempo libero e lavoro (bleisure) rientra tra le priorità dei dipendenti.
Noelia Castro, travel manager di Endesa, ha ben chiaro che le aziende "devono motivare la propria forza lavoro, perché è il modo migliore per rendere i viaggi davvero produttivi". A suo avviso, "siamo passati dal maltrattare il viaggiatore al responsabilizzarlo", il che si traduce in "più applicazioni per semplificargli la vita quando è lontano da casa, offrendo la possibilità di godersi la destinazione come turista una volta finito il lavoro o aprendosi a nuovi modi di spostarsi, come il car sharing". Nella gestione dei viaggi aziendali, la grande sfida "sta nella trasformazione del travel manager in mobility manager", aggiunge. La legislazione ambientale sta diventando sempre più restrittiva e questo costringe le aziende ad ampliare la loro gamma di soluzioni al di là dei taxi. Secondo Christian Ley, responsabile delle vendite di Mytaxi, “ci stiamo muovendo verso una mobilità integrata, in cui taxi, VTC, carpooling e servizi pubblici tradizionali coesistono con moto o scooter elettrici”.
Anche nel settore dell'aviazione si registrano movimenti interessanti. Secondo Silvia Magdaleno, consulente globale di Business Travel, ciò che sta arrivando sul mercato sono "i voli low-cost a lungo raggio, che stanno aumentando le alternative, e la segmentazione delle tariffe, con un crescente successo delle proposte ibride, che non sono né Business né Economy". Secondo la sua esperienza, la chiave per i travel manager è "avere la giusta tecnologia per monitorare i prezzi". In ogni caso, la grande rivoluzione per i passeggeri passa attraverso "il rinnovo della flotta, con nuovi modelli di aeromobili più economici ed efficienti", come ricorda Ismael Rodríz, responsabile dei Key Accounts di Air Europa.
Le sessioni del Forum Business Travel dedicate alle tendenze del settore si sono concentrate anche sull'evoluzione dei metodi di pagamento, dove si sta verificando un'esplosione di prodotti e servizi, soprattutto nel campo del Fintech. Un'altra soluzione che sta prendendo piede è quella delle carte virtuali, più comode e sicure. Anche se non hanno ancora raggiunto i viaggiatori aziendali, non ci vorrà molto prima che lo facciano", afferma Jessica Püttmann, direttore marketing di Diners Club Spagna.