GEBTA contesta la gara d'appalto da 605 milioni per la gestione dei viaggi dei ministeri
L'associazione delle agenzie di viaggio aziendali ha presentato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo centrale per i ricorsi contrattuali, chiedendo la sospensione del procedimento e l'annullamento dei capitolati d'appalto. La GEBTA contesta, tra l?altro, la struttura dei costi, la richiesta di sconti sulle tariffe aeree e determinati obblighi che ritiene impossibili da rispettare per le agenzie.
GEBTA ha impugnato la gara d?appalto indetta per la fornitura dei servizi di agenzia di viaggi dell?Amministrazione Generale dello Stato (AGE), un appalto del valore di 604,8 milioni di euro destinato alla gestione degli spostamenti dei ministeri e degli enti pubblici.
Il 2 settembre l?associazione ha presentato ricorso dinanzi al Tribunale Amministrativo Centrale per i Ricorsi in materia di Appalti (TACRC), chiedendo la sospensione del procedimentoe l?annullamento dei capitolati d?appalto redatti dalla Direzione Generale per la Razionalizzazione e la Centralizzazione degli Appalti.
La GEBTA sostiene che le condizioni della gara d?appalto contengano diverse violazioni normative e solleva obiezioni di natura sia economica che operativa e giuridica.
Costi e redditività
Uno dei principali punti contestati dall?associazione è la struttura dei costi prevista nel bando di gara. Secondo la GEBTA, il capitolato d?appalto non giustifica adeguatamente tali costi e stabilisce condizioni che potrebbero costringere le agenzie a presentare offerte con prezzi che non coprono le loro spese effettive o che azzerano il loro margine commerciale.
L?organizzazione ritiene che questa circostanza possa risultare particolarmente rilevante per quelle agenzie che attualmente non forniscono servizi alla Pubblica Amministrazione e che stanno valutando la possibilità di partecipare alla nuova procedura.
Tra le condizioni contestate figurano anche la richiesta di sconti lineari sulle tariffe aeree e determinati miglioramenti dell?assicurazione di viaggio a costo zero. La GEBTA ritiene che tali clausole potrebbero violare gli articoli 102, paragrafo 3, e 2 della Legge sugli appalti del settore pubblico (LCSP).
Obblighi difficili da adempiere
Una seconda parte del ricorso riguarda alcune prestazioni previste nel Capitolato delle Prescrizioni Tecniche (PPT) che, a giudizio dell?associazione, risultano operativamente impossibili da garantire.
La GEBTA sostiene che alcune di queste esigenze dipendono dalle pratiche e dalle condizioni dei fornitori di servizi di trasporto e, pertanto, esulano dal controllo diretto delle agenzie di viaggio. Altre, secondo l?organizzazione, andrebbero oltre le normali funzioni di un intermediario turistico.
L?associazione contesta inoltre che tali obblighi possano comportare sanzioni per le agenzie aggiudicatarie quando il loro adempimento non dipende esclusivamente da esse.
Protezione dei dati, assicurazioni e IATA
Il ricorso include una terza serie di obiezioni relative a normative estranee alla sola appalto pubblico. La GEBTA sostiene che alcune clausole potrebbero entrare in conflitto con la legislazione in materia di protezione dei dati, la regolamentazione del mercato assicurativo e il regolamento IATA.
L?organizzazione ritiene, pertanto, che i problemi individuati non si limitino al modello economico del contratto, ma riguardino diversi aspetti giuridici e operativi della futura erogazione del servizio.
Il precedente del 2025
Non è la prima volta che GEBTA impugna le condizioni proposte dall?Amministrazione per l?appalto dei propri servizi di viaggio. Nel 2025, l?associazione aveva già impugnato l?Accordo Quadro per l?appalto dei servizi di agenzia, ritenendo che violasse la normativa vigente e i principi di libertà d?impresa e concorrenza.
Quella procedura si concluse con la dichiarazione di deserto, in quanto non furono presentate offerte da parte delle agenzie di viaggio. Di conseguenza, il Tribunale Amministrativo Centrale per i Ricorsi in materia di Appalti non si pronunciò nel merito del ricorso.
La GEBTA ha sostenuto allora, così come fa ora, che le condizioni proposte non solo presentavano problemi dal punto di vista giuridico, ma rendevano il contratto economicamente insostenibile per le agenzie.
GEBTA chiede il dialogo
L?associazione critica inoltreil fatto che l?Amministrazione non abbia fatto ricorso alle consultazioni preliminari di mercato previste dall?articolo 115 della Legge sugli appalti nel settore pubblico prima di redigere i capitolati.
Secondo la GEBTA, un processo di dialogo preliminare con le agenzie avrebbeavrebbe permesso di adattare le condizioni della gara d?appalto alla realtà del mercato ed evitare sia il nuovo ricorso sia i costi e i ritardi che potrebbe comportare un?eventuale sospensione della procedura.
L?organizzazione assicura che già nella precedente gara si era messa a disposizione dell?Amministrazione per fornire consulenza sulle condizioni del contratto e stabilire un quadro di collaborazione che conciliasse le esigenze del settore p&pubblico con il funzionamento del mercato dei viaggi aziendali.
GEBTA ricorda, infine, il peso economico delle agenzie di viaggi aziendali in Spagna. Secondo le sue stime, il settore registra un fatturato annuo superiore a 4.000 milioni di euro e contribuisce a generare circa 390.000 milioni di euro di attività imprenditoriale.
L?associazione chiede pertanto condizioni contrattuali «eque ed equilibrate» che consentano alle agenzie di mantenere la propria capacità di fornire servizi alle imprese e alle amministrazioni e di continuare a generare valore per l?economia.